Albero delle melanzane, piante di Solanum torvum crescono (poco)

Albero delle melanzane, piante di Solanum torvum crescono (poco)
Ennesima perturbazione carica di pioggia a parte, il grosso del freddo è alle spalle e posso affermare con certezza che le mie due piante di Solanum torvum, le piante che (in teoria) dovrebbero consentirmi di provare a fare l’albero delle melanzane, hanno superato sane e salve l’inverno. Lontane dalle più accoglienti temperature delle regioni meridionali hanno trovato qui in Toscana un clima senz’altro più rigido e farle sopravvivere non era affatto scontato. Questo è già un buon risultato ma l’innesto che le renderà la base per la melanzana è ancora molto lontano, ammesso che sia ancora possibile poterlo praticare.
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Video, messa a dimora delle patate


Eccomi di nuovo con la videocamera in mezzo ai campi (lo so, di solito ci si va con altri attrezzi…), eccomi di nuovo a riprendere Carlo, intento questa volta a mettere a dimora le patate. La regina dei tuberi infatti non può mancare in ogni orto che si rispetti e chiunque abbia a disposizione spazio a sufficienza fa bene a piantarla, tanto è gustosa in cucina e ricca di proprietà benefiche per la salute.
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Marzo, l’orto e il semenzaio

Marzo, l\'orto e il semenzaio
Quello che vedete nella foto (e nella galleria in fondo al post) è come si presentava l’altro ieri il mio semenzaio. Devo dire che per il momento sono molto soddisfatto dell’esperienza perché il letto caldo funziona che è una meraviglia: ieri sera, col freddo che faceva, la copertura di policarbonato era per buona parte ricoperta di condensa, segno evidente che là sotto le piantine se ne stavano tranquille al calduccio. A proposito di piantine, dopo una decina di giorni dalla semina sono apparsi i primi germogli, per la precisione di cetrioli, veri e propri campioni di germinazione e a seguire, qualche giorno dopo, sono spuntati molti altri ortaggi: pomodori, zucchine, meloni, cocomeri, basilico e peperoni mentre ancora nessuna melanzana anche se non dispero che possano ancora farcela. Sono molto fiducioso a questo punto, visto l’ottimo funzionamento del letto caldo, di riuscire a far crescere le piante fino alla loro messa a dimora definitiva nonostante si sia nel bel mezzo di un ritorno del freddo che potrebbe seriamente pregiudicare il tutto.
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Video, innestare una pianta da frutto: l’innesto a spacco


(Nota: se guardate il video ricordatevi di attivare i sottotitoli)
La primavera è la stagione ideale anche per gli innesti e visto che il post Video, innestare una pianta da frutto ha suscitato un grande interesse, quando l’altro giorno il mio vicino Beppe ha deciso di innestare un paio di susini selvatici non mi sono fatto sfuggire l’occasione di filmarlo intento a praticare quella che è la sua specialità: l’innesto a spacco.
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Video, costruire un semenzaio a letto caldo


(Nota: se guardate il video ricordatevi di attivare i sottotitoli)
Mi è sempre piaciuta l’idea di ricreare, nell’orto, il ciclo completo delle piante, ottenenere cioè gli ortaggi direttamente dal seme per poi, una volta coltivati, ricavare da loro i semi per l’anno successivo realizzando quello che si dice da “seme a seme”. Tutto ciò si può fare solo se si è in grado di anticipare le semine assicurando ai semi stessi le condizioni ideali per poter germogliare e crescere anche nei freddi mesi di febbraio e marzo e questo è possibile solo se si semina al coperto. Un metodo efficace per ottenere l’anticipo delle semine è un metodo semplice quanto antico, conosciuto dai nonni dei nostri nonni: il semenzaio a letto caldo.
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orti a stelle e strisce

Orti a Stelle e Strisce

Cari amici di florablog ultimamente ho notato su alcuni siti internet un crescente interesse in America per “L’orto urbano” o come dice qualcuno, la “fattoria metropolitana”, pertanto ho riportato alcune notizie che mi hanno particolarmente incuriosito e che, sono certo, interessaranno anche molti di voi.
Negli Stati Uniti c’è stata un’impennata nelle vendite di sementi ormai da due anni. Perchè? Perchè gli americani hanno deciso di coltivare i giardini “a orto” e infatti dietro casa, al posto dei canestri da basket che avevamo imparato a conoscere nei film, hanno fatto il loro ingresso piccole serre, asparagiaie, pomodori e fagiolini. Voglia di creare verde, desiderio di mangiare sano o di distinguersi, tentativo di risparmiare e consumare cibo sano a km 0. C’è tutto questo ed altro alla base di questa nuova moda, ma facciamo un giro e scopriamo di cosa si tratta.
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Video, messa a dimora delle cipolle


Sabato mi chiama mio cognato Simone e mi fa: “mio zio sta piantando le cipolle, ti interessa?” “Scherzi?!? Certo che mi interessa! dammi cinque minuti e arrivo!”. Il motivo del mio entusiasmo sta nel fatto che Carlo, lo zio in questione, è un “fuoriclasse” dell’orto e ogniqualvolta mi è possibile assistere ai suoi lavori corro a rubare con gli occhi cercando poi di far tesoro dell’esperienza. Il bello dei tempi in cui viviamo è che, oltre a rubare con gli occhi, possiamo farlo anche con la tecnologia così ho preso la videocamera e, insieme a Simone, mi sono precipitato all’orto trovando Carlo intento a mettere a dimora le cipolle.
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Frutta e verdura di stagione: i prodotti di febbraio

Frutta e verdura di stagione: i prodotti di febbraio
Lo scorso venerdì sull’edizione cartacea di La Repubblica (trovate la versione digitale su Kataweb) è uscito un articolo che riporta l’ennesimo allarme per quanto riguarda la frutta e la verdura, questa volta proveniente dalla Gran Bretagna. Stando a quanto afferma il nutrizionista Dale Pinnock infatti, a causa dello sfruttamento intensivo dei terreni e dell’inquinamento, non basterebbero più le canoniche cinque porzioni di frutta e verdura fin qui consigliate dalla dieta Mediterranea ad assicurare al nostro organismo l’apporto quotidiano delle sostanze fondamentali in esse contenute ma ne servirebbero addirittura venti.
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Video: piantare bulbi di aglio in vaso


Nei prossimi mesi vorrei sperimentare quanto più o meno efficace possa essere la coltivazione di ortaggi in un balcone o in un terrazzo. Sgombro subito il campo da qualsiasi illusione: non penso proprio che in uno spazio del genere si possa raggiungere la minima autosufficienza di prodotti orticoli, un po’ perché non tutti gli ortaggi si prestano a questo tipo di coltivazione e soprattutto perché, banale quanto si vuole, coltivare in vaso risulta più problematico che farlo in piena terra. Sono altresì convito però che, con le dovute accortezze, qualche soddisfazione in tal senso la ci si possa togliere, a partire da questo primo passo che rappresenta, anche a livello di difficoltà, l’esempio più semplice per quanto riguarda la coltivazione di ortaggi in balcone: piantare i bulbi di aglio in vaso.
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Febbraio, i lavori nell’orto

Carta dell\'Italia giorni delle semine in base alle fasce climatiche
Non serviva certo la patetica e disgustosa caciara scatenatasi intorno alle tristi vicende di questi giorni per farsi l’idea, una volta di più, che il nostro non è un Paese normale. Del resto normale non lo è fin dalla conformazione geoclimatica (ci sarà una relazione?), visto che dalle Alpi a Lampedusa si registrano, in ogni periodo dell’anno, differenze climatiche anche molto importanti. Lungo più di mille chilomentri e stretto tra mari e monti, con la dorsale appenninica che lo percorre da cima in fondo e lo taglia di fatto in due, l’italico stivale è un concentrato di climi e microclimi tale da rendere problematico consigliare attività come la semina senza cadere in contraddizioni o inesattezze. In condizioni normali infatti, alla prudente semina di un ortaggio per esempio nella pianura padana, può corrispondere, in Sicilia, la stessa coltura già allo stadio di giovane pianta. Per questo motivo possono servire mappe come quella che vedete sopra dove, data un’area di riferimento, viene riportato l’anticipo e il posticipo delle semine in relazione alle varie regioni italiane. È vero, il clima impazzito degli ultimi tempi consiglia di non prenderla certo per oro colato (ci mancherebbe!) ma può essere comunque un’utile traccia per regolare le attività di semina in tutta Italia visto che è più o meno sovrapponibile alla cartina delle principali zone climatiche del nostro paese. Read More