Basta dissesto idrogeologico, ridiamo spazio alla Natura

Basta dissesto idrogeologico, ridiamo spazio alla Natura
Ci risiamo. Come tutti gli anni in questa stagione (come in quella primaverile) arrivano, in linea con il periodo, le piogge persistenti e intense e con esse, puntuali come un orologio svizzero, le frane, gli smottamenti, gli straripamenti e le inondazioni. E come tutti gli anni siamo qui a contare i danni e purtroppo i morti: per esempio in meno di un mese solo in Toscana, con i tre di Massa, sono già sei le vittime causate dal maltempo. È come un disco rotto, ogni anno le stesse scene, lo stesso andamento, le stesse tragedie. Eppure non è certo un fenomeno recente che ci può cogliere di sorpresa, anzi!
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No ai prodotti fuori stagione, impariamo a conservare la frutta e la verdura!

No ai prodotti fuori stagione, conserviamo frutta e verdura!
Una delle storture più insidiose prodotte dalla globalizzazione è senz’altro l’acquisto dei prodotti fuori stagione, la possibilità cioè di trovare  tutti i tipi di frutta e verdura disponibili e in vendita ogni giorno dell’anno. Insidiosa perché lavora dal di dentro, sulle nostre menti e sulle nostre abitudini tantoché alla fine ci sembra normale mangiare per esempio le ciliege a dicembre e le arance a luglio. Eppure non ci vuole molto a rendersi conto che questo comportamento non porta benefici a nessuno, né a chi lo pratica né tanto meno al pianeta Terra.
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Clima, 2010 annus horribilis e i prezzi di grano, cotone, zucchero, mais, ecc. vanno alle stelle

Pakistan Disaster Relief - DVIDSHUB - Flickr
Se c’è qualcuno che ancora pensa al riscaldamento globale come a una mezza bufala e crede di cavarsela tutt’al più installando l’ennesimo condizionatore, è bene che cambi idea, e in fretta. Il 2010 infatti non è solo, statistiche alla mano, l’anno più caldo da quando vengono rilevate le temperature, ma rischia di diventare anche lo spartiacque oltre il quale pagheremo le conseguenze del clima impazzito. Guardando all’impennata dei prezzi dei principali beni alimentari infatti si capisce che è giunto il momento di fare i conti con i repentini cambiamenti climatici degli ultimi anni. E detti conti potrebbero cominciare a essere salati.
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Clima, giugno 2010 è stato il mese più caldo di sempre, e anche luglio promette molto bene…

Giugno 2010 è stato il mese più caldo da quando vengono registrati i dati sul clima
Immagino che i catastrofisti non piacciano a nessuno, tantomeno al sottoscritto. Eppure è difficile, leggendo i dati pubblicati nel rapporto sul clima del National Climatic Data Center del NOAA (National Ocean and Atmospheric Administration), non farsi prendere dal pessimismo cosmico: da quando vengono raccolti i dati sul clima il mese di giugno appena trascorso è stato in assoluto il più caldo di sempre.
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Nuova invasione di alghe in Bretagna, sott’accusa agricoltura e allevamenti intensivi

Nuova invasione di alghe in Bretagna, sott'accusa agricoltura e allevamenti intensivi
Di nuovo le alghe protagoniste della cronaca, ma questa volta in senso negativo. Se la scorsa settimana infatti avevo commentato positivamente gli investimenti del governo statunitense nella ricerca di biocarburanti ottenuti dalle alghe, è una notizia di questi giorni la nuova e grave invasione di alghe verdi che sta colpendo alcune spiagge della Bretagna in Francia, talmente grave da costringere alla chiusura delle zone interessate per permettere la raccolta delle piante in putrefazione. Perché lasciarle sulla spiaggia sarebbe molto pericoloso.
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Alberi monumentali, salviamo Nonna Quercia!

Alberi monumentali, salviamo Nonna Quercia!

Un post sugli alberi monumentali un po’ particolare, diciamo pure a fin di bene, per parlare di una pianta speciale che sta diventando un vero e proprio simbolo. È alta venticinque metri, il suo tronco ha una circonferenza di 4 metri, la sua chioma un diametro di trenta e vanta una rispettabilissima età di almeno due secoli. Mi riferisco a una bellissima farnia, a detta di alcuni esperti uno degli esemplari più belli di quercia di tutta Italia, che si erge in zona Oppiazzi nei pressi di Castelvetro Piacentino, comune al confine tra Emilia-Romagna e Lombardia, e che vorrebbe continuare a vivere per altrettanti anni e oltre se non fosse che la mano dell’uomo ne minaccia pericolosamente l’esistenza stessa.
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Idee per l’Ambiente: piante che “sudano” biocarburanti


È la classica situazione da “con le spalle al muro” o meglio de “il topo all’angolo”: i cambiamenti climatici, l’inquinamento, l’esaurimento (imminente?) del petrolio e altri simpatici fattori costringono molti stati, aziende e ricercatori, ovvero l’umanità, a studiare alternative alla situazione odierna nella speranza di trovare fonti energetiche sostenibili e al contempo efficaci, in grado cioè di sostenere lo stesso tenore di vita garantito dagli idrocarburi senza sacrificare le nostre ormai consolidate (e a oggi insostenibili) abitudini. Eufemisticamente parlando, la sfida non è da poco anche se va detto che agli scienziati non manca certo la fantasia e molte innovative e promettenti tecnologie stanno spuntando come funghi praticamente tutti i giorni. È il caso per esempio della tecnica escogitata da una società del Massachusetts, la Joule Unlimited, che sta facendo promettenti passi avanti su un progetto pilota per ottenere combustibile dalle piante. Nessuna novità verrebbe da dire se non per il fatto che le suddette piante sono letteralmente in grado di “sudare” biocarburanti.
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Earth Day 2010, oltre un miliardo di persone per salvare il Pianeta


E sempre prendendo spunto dal vulcano islandese che sta creando tanti problemi, se siete seguaci delle teorie di James Lovelock e ritenete che il nostro pianeta sia un superorganismo vivente chiamato Gaia (nate, per intenderis, molto prima di Avatar…),  allora l’eruzione dell’Eyjafjallajökull vi sembrerà qualcosa di molto simile a un grido d’allarme, un tentativo (tra l’altro, sembra, ben riuscito) di richiamare l’attenzione su quella che è una giornata simbolo per la salvaguardia della Terra: domani è infatti il 22 aprile e come tutti gli anni si celebra l’Earth Day.

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Se l’eruzione dell’Eyjafjallajökull annuncia quella del Vulcano Katla, ci aspetta un “anno senza estate”?

Non me ne vogliano i viaggiatori nel Vecchio Continente e le compagnie aeree rimaste a terra (rifatevela con la divinità che se ne occupa!), ma l’eruzione dell’impronunciabile vulcano islandese potrebbe per certi versi avere pure degli effetti positivi richiamandoci tutti all’ordine e facendoci capire chi comanda su questo Pianeta, ovvero il Pianeta stesso. E la sua natura, che lo regola e lo abita, e al cui cospetto ogni tanto ci scopriamo per quello che siamo: ospiti insiginficanti e passeggeri. La nube fuoriuscita dal’Eyjafjallajökull (a vostro rischio e pericolo, ma su Wikipedia potete ascoltare la sua pronuncia) ha in breve tempo paralizzato i trasporti aerei di una bella fetta dell’Europa mandando in tilt i nostri traffici, i nostri ritmi e le nostre abitudini pur essendo, a conti fatti, una manifestazione di modesta entità. Nulla a che vedere per esempio con quello che potrebbe scatenare il fratello maggiore, il super vulcano Katla, decine di volte più potente di Eyjafjallajökull e capace da solo di condizionare, come altri vulcani hanno fatto nel passato, il clima planetario fino a determinare la distruzione di buona parte dei raccolti di cereali e di ortaggi, con qualcosa di simile a quello che avvenne nel 1816, periodo ricordato come “l’anno senza estate”.
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