Produrre 40 kg di patate in mezzo metro quadrato

Produrra 40 kg di patate in mezzo metro quadrato
Tempo fa ho pubblicato il video di Carlo intento a mettere a dimora le patate perché ritengo che in ogni orto che si rispetti non debba mancare la coltivazione della regina dei tuberi. Facile e semplice (più o meno) se si possiede un pezzo di terra da coltivare a orto, lo è un po’ meno se il terreno a disposizione è ridotto al minimo o peggio inesistente. Per chi non ha spazio e vuole comunque provare a coltivare le patate esistono metodi potenzialmente validi per farlo in un’area minima del giardino o addirittura del balcone, il principale dei quali è la cosiddetta coltura della patata nel bidone. Sostanzialmente si tratta di portare alle estreme conseguenze la pratica della rincalzatura delle patate, tecnica quest’ultima che consiste nell’addossare del terreno al colletto della pianta allo scopo di impedire l’inverdimento dei tuberi e stimolarne la crescita di nuovi. In soldoni si fa così: posizionando le patate sul fondo del bidone e ricoprendole con del terriccio si aspetta che sviluppino le giovani piante dopodiché si aggiunge terra (o altri materiali, più leggeri e gestibili) fino a ricoprire un terzo/metà della pianta stessa, ripetendo l’operazione ogniqualvolta la vegetazione è ricresciuta e fino al completo riempimento del bidone. Il risultato finale sarà appunto un bidone riempito di terra e patate grazie all'”inganno” perpetrato ai danni della pianta, spinta a credere di essere ancora sottoterra costringendola così a sviluppare nuovi tuberi.
Potete trovare degli ottimi esempi di questo metodo su Di tutto di più o su L’orto di carta dove è spigata la tecnica e alcuni suggerimenti su come realizzarla, personalmente ho in mente una modifica che ritengo interessante e che spero di poter documentare quanto prima, quello che volevo però segnalare oggi è una variante geniale ed efficace di questo modo di coltivare patate ottenendone 40 kg in mezzo metro quadrato.
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Albero delle melanzane, piante di Solanum torvum crescono (poco)

Albero delle melanzane, piante di Solanum torvum crescono (poco)
Ennesima perturbazione carica di pioggia a parte, il grosso del freddo è alle spalle e posso affermare con certezza che le mie due piante di Solanum torvum, le piante che (in teoria) dovrebbero consentirmi di provare a fare l’albero delle melanzane, hanno superato sane e salve l’inverno. Lontane dalle più accoglienti temperature delle regioni meridionali hanno trovato qui in Toscana un clima senz’altro più rigido e farle sopravvivere non era affatto scontato. Questo è già un buon risultato ma l’innesto che le renderà la base per la melanzana è ancora molto lontano, ammesso che sia ancora possibile poterlo praticare.
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Video, messa a dimora delle patate


Eccomi di nuovo con la videocamera in mezzo ai campi (lo so, di solito ci si va con altri attrezzi…), eccomi di nuovo a riprendere Carlo, intento questa volta a mettere a dimora le patate. La regina dei tuberi infatti non può mancare in ogni orto che si rispetti e chiunque abbia a disposizione spazio a sufficienza fa bene a piantarla, tanto è gustosa in cucina e ricca di proprietà benefiche per la salute.
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Marzo, l’orto e il semenzaio

Marzo, l\'orto e il semenzaio
Quello che vedete nella foto (e nella galleria in fondo al post) è come si presentava l’altro ieri il mio semenzaio. Devo dire che per il momento sono molto soddisfatto dell’esperienza perché il letto caldo funziona che è una meraviglia: ieri sera, col freddo che faceva, la copertura di policarbonato era per buona parte ricoperta di condensa, segno evidente che là sotto le piantine se ne stavano tranquille al calduccio. A proposito di piantine, dopo una decina di giorni dalla semina sono apparsi i primi germogli, per la precisione di cetrioli, veri e propri campioni di germinazione e a seguire, qualche giorno dopo, sono spuntati molti altri ortaggi: pomodori, zucchine, meloni, cocomeri, basilico e peperoni mentre ancora nessuna melanzana anche se non dispero che possano ancora farcela. Sono molto fiducioso a questo punto, visto l’ottimo funzionamento del letto caldo, di riuscire a far crescere le piante fino alla loro messa a dimora definitiva nonostante si sia nel bel mezzo di un ritorno del freddo che potrebbe seriamente pregiudicare il tutto.
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Video, costruire un semenzaio a letto caldo


(Nota: se guardate il video ricordatevi di attivare i sottotitoli)
Mi è sempre piaciuta l’idea di ricreare, nell’orto, il ciclo completo delle piante, ottenenere cioè gli ortaggi direttamente dal seme per poi, una volta coltivati, ricavare da loro i semi per l’anno successivo realizzando quello che si dice da “seme a seme”. Tutto ciò si può fare solo se si è in grado di anticipare le semine assicurando ai semi stessi le condizioni ideali per poter germogliare e crescere anche nei freddi mesi di febbraio e marzo e questo è possibile solo se si semina al coperto. Un metodo efficace per ottenere l’anticipo delle semine è un metodo semplice quanto antico, conosciuto dai nonni dei nostri nonni: il semenzaio a letto caldo.
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orti a stelle e strisce

Orti a Stelle e Strisce

Cari amici di florablog ultimamente ho notato su alcuni siti internet un crescente interesse in America per “L’orto urbano” o come dice qualcuno, la “fattoria metropolitana”, pertanto ho riportato alcune notizie che mi hanno particolarmente incuriosito e che, sono certo, interessaranno anche molti di voi.
Negli Stati Uniti c’è stata un’impennata nelle vendite di sementi ormai da due anni. Perchè? Perchè gli americani hanno deciso di coltivare i giardini “a orto” e infatti dietro casa, al posto dei canestri da basket che avevamo imparato a conoscere nei film, hanno fatto il loro ingresso piccole serre, asparagiaie, pomodori e fagiolini. Voglia di creare verde, desiderio di mangiare sano o di distinguersi, tentativo di risparmiare e consumare cibo sano a km 0. C’è tutto questo ed altro alla base di questa nuova moda, ma facciamo un giro e scopriamo di cosa si tratta.
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Video, messa a dimora delle cipolle


Sabato mi chiama mio cognato Simone e mi fa: “mio zio sta piantando le cipolle, ti interessa?” “Scherzi?!? Certo che mi interessa! dammi cinque minuti e arrivo!”. Il motivo del mio entusiasmo sta nel fatto che Carlo, lo zio in questione, è un “fuoriclasse” dell’orto e ogniqualvolta mi è possibile assistere ai suoi lavori corro a rubare con gli occhi cercando poi di far tesoro dell’esperienza. Il bello dei tempi in cui viviamo è che, oltre a rubare con gli occhi, possiamo farlo anche con la tecnologia così ho preso la videocamera e, insieme a Simone, mi sono precipitato all’orto trovando Carlo intento a mettere a dimora le cipolle.
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Obama, Internet e l’orto alla Casa Bianca

Obama, Internet e l\'orto alla Casa Bianca
Secondo la stragrande maggioranza dei più autorevoli osservatori politici, un ruolo fondamentale nelle ultime elezioni americane lo ha giocato Internet. L’uso che Obama e il suo staff hanno fatto del web è stata la vera grande novità della corsa elettorale che ha portato il senatore di Chicago a diventare il primo presidente di colore nella storia degli Stati Uniti d’America. Diffondendo il suo pensiero su Youtube e raccogliendo i fondi direttamente sul sito internet il neoeletto ha riscritto le regole della campagna elettorale creando un nuovo modello, vincente, che verrà sicuramente studiato a lungo negli anni a venire.
Una volta sedutosi nello studio ovale Obama non ha certo cambiato atteggiamento nei confronti della grande rete ma ha anzi continuato a sfruttarne le potenzialità come per il primo discorso alla nazione, inserito sul sito della Casa Bianca e poi su Youtube. Tra le tante iniziative del nuovo presidente legate a internet mi ha colpito, all’interno di Change.gov, il Citizen’s Briefing Book istituito per raccogliere, idee, progetti, suggerimenti direttamente dai cittadini statunitensi. E gli americani, molto più evoluti di noi nell’usare internet come strumento democratico, hanno risposto in massa: oltre 125.000 utenti hanno presentato più di 44.000 idee giudicate con un milione e 400 mila voti. Niente male. Tra le migliaia di proposte presenti ho puntato la mia attenzione su quelle “verdi”, quelle legate cioè in qualche modo all’ambiente e al regno vegetale e la mia preferita è senz’altro quella che suggerisce al nuovo presidente americano di coltivare una parte dello storico giardino della Casa Bianca a orto biologico.
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Albero di melanzane e pomodori, spazio al protagonista

Albero di melanzane e pomodori, spazio al protagonista
Premessa:
Se vi ricordate, nel luglio scorso, giornali e internet (compreso questo blog) riportarono la notizia di un geometra palermitano, Giuseppe Marino, che era riuscito ad innestare sul Solanum torvum sia una pianta di melanzana che una di pomodoro. La notizia fece piuttosto scalpore tanto che fu rilanciata anche dai Tg nazionali che sottolinearono l’importanza dell’innesto ritenendolo utile anche, ipoteticamente, per combattere la fame nel mondo.
Il fatto ha suscitato diverse reazioni tra chi si è avvicinato con curiosità all’argomento e chi ha sostenuto che l’innesto descritto non rappresenterebbe nessuna novità.
Ieri ho ricevuto una mail da parte di Giuseppe che ritiene giusto, anche se a distanza di tempo, intervenire sull’argomento per spiegare il suo punto di vista e chiarire alcuni aspetti anche polemici della vicenda.
Pubblico molto volentieri  l’intervento di Giuseppe e le belle foto della pianta da lui spedite e ricordo, come già fatto in altre occasioni, che questo blog è uno spazio libero e a disposizione di chiunque voglia far chiarezza o più semplicemente voglia approfondire un argomento, anche con senso critico, purché il tutto rimanga nei limiti del vivere civile.
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